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ISDE Italia News

 
 

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

Numero 425 (28 Gennaio 2011)

SOSTANZE PROBLEMATICHE PER LA SALUTE NEI TONER

Nel corso degli anni, la composizione chimica dei toner per fotocopiatrici e stampanti laser è andata profondamente a modificarsi in relazione sia al sempre più frequente impiego della stampa a colori, sia alla richiesta di mercato di prestazioni merceologicamente più sofisticate. La formulazione dei toner attuali comprende fin dall’inizio la presenza di numerose sostanze “problematiche per la salute”, quali amine aromatiche come la benzidina, metalli pesanti quali il cromo, gli IPA, il bisfenolo A. Altri agenti chimici pericolosi vengono a formarsi ex novo durante i processi di fotoriproduzione, in conseguenza delle temperature elevate (anche 200°) che vengono raggiunte da alcune parti del relativo macchinario. L’obiezione che viene spesso posta riguardo all’ipotesi di un rischio per la salute connesso all’uso delle apparecchiature di fotoriproduzione basate sul laser si fonda principalmente sul fatto che le quantità dei materiali in gioco sono piccole: ma il concetto di “piccolo” è assolutamente relativo e solo in parte si attaglia al caso in esame se si tiene conto della pericolosità intrinseca di molti agenti chimici presenti nei toner, del frequente contatto cutaneo con essi durante la manipolazione dei documenti stampati/fotocopiati e del fatto che gli agenti aeriformi e particolati che vengono a formarsi nel processo di fotoriproduzione vengono emessi negli ambienti confinati degli uffici, spesso angusti e in congruamente ventilati. Và ricordato che si tratta di sostanze indelebili ed estremamente volatili. Alcuni lavori scientifici pubblicati e alcune esperienze di igiene industriale ancora non pubblicate (tra le quali alcune realizzate presso i laboratori dell’ISPESL di Monteporzio Catone) segnalano che durante l’uso delle apparecchiature di fotoriproduzione laser si creano emissioni non trascurabili tanto sotto il profilo del profilo della composizione chimica, quanto sotto il profilo granulometrico per la presenza di un’importante quota di nanoparticelle. Vi sono report, seppure sporadici, di patologie cutanee e respiratorie insorte tra gli addetti alla fotoriproduzione laser che con buon grado di probabilità sono causalmente da ricondursi proprio all’esposizione ai toner. Insorgono infine alcune preoccupazioni sugli effetti a lungo termine dell’esposizione ai toner, sia per la via respiratoria che per quella percutanea, particolarmente in ordine alla potenzialità di endocrine disruptors di alcuni agenti in essi presenti.

ISDE International Society of Doctors for Environment

 

Isde Italia: http://www.isde.it/ 

 

Associazione Medici per l'Ambiente  
ISDE Italia

 

Presentazione

L'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente è nata per stimolare l'impegno dei medici per la salvaguardia dell'ambiente sia in quanto medici che abitanti della terra.

Dal momento che i rischi per la salute sono inequivocabilmente legati  al degrado ambientale e agli stili di vita, i medici devono orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale; oggi infatti, l'inquinamento dell'ambiente di vita e di lavoro è sempre più spesso causa o motivo di aggravamento di numerose patologie.

La dimostrazione che molti processi patologici trovano una loro eziopatogenesi in cause ambientali, quali l'accumulo di inquinanti nell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel cibo, e l'esistenza su scala mondiale di gravi e irreversibili dissesti ambientali, hanno sollecitato una crescente attenzione del mondo medico verso questi temi.

Sono decenni che nei convegni medici si parla di salute, di ambiente, di inquinamento e che i ricercatori si impegnano per evidenziarne le correlazioni.

Queste iniziative che non vanno certamente sottovalutate, non ci sono comunque sembrate espressione della intera potenzialità dei medici e degli altri professionisti della salute nei confronti della popolazione e dei politici.

Con la nascita dell'ISDE Italia si è voluto valorizzare il ruolo di interfaccia che il medico può svolgere tra il mondo della ricerca scientifica e quello dei tecnici che si occupano di salute, per una corretta diffusione delle conoscenze relative ai problemi della salute legati all'ambiente.

Agli specialisti che tutti i giorni verificano, per le loro specifiche competenze, i danni che l'ambiente inquinato determina nella popolazione devono affiancarsi i medici di famiglia, che possono rappresentare la reale congiunzione tra sistema sanitario, popolazione e mondo scientifico.

Per far ciò è necessario superare le barriere corporative all'interno della categoria, collaborare con le altre figure di tecnici della salute, raccordarsi con quei settori professionali che più possono influenzare gli amministratori e la popolazione - in particolare i media, la scuola, il mondo giuridico e quello economico. E’ opportuno sostenere e consigliare le altre categorie professionali e le amministrazioni affinché promuovano politiche di prevenzione e quindi di salvaguardia ambientale, creando consenso intorno a scelte talvolta scomode e impopolari. E’ altresì necessario intervenire, anche per via legale, contro i soggetti, pubblici e non, che  perseguono iniziative non rispettose della salute dell'ambiente.