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Le colpe della medicina nella lotta all'amianto

di Umberto Veronesi

A Torino è in corso il processo contro i proprietari della “fabbrica dell’amianto” e la giustizia civile chiede condanne severe contro i colpevoli.

A Casale Monferrato, esisteva la più grande industria di asbesto, che produceva materiale edilizio, e che ha causato in buona parte dell’Italia, una elevatissima frequenza di malattia, per cui oggi le vittime e i parenti delle vittime chiedono un giusto risarcimento. Eppure è da anni che l’amianto sta portando a galla i suoi effetti perversi.

Tra i primi ad accumulare indizi contro l’amianto fu la Clinica del Lavoro “Luigi Devoto” di Milano la quale, ormai cent’anni fa, cominciò ad osservare i lavoratori colpiti da asbestosi

(la malattia polmonare provocata dall’inalazione delle polveri di amianto) per aver estratto, lavorato o rimosso questo minerale.

Ma non si comprese subito che la malattia non colpiva solo i minatori, ma anche tutti coloro che lavoravano l’amianto.

E come per altre sostanze cancerogene anche per l’amianto c’è stato un analogo ritardo, veramente imperdonabile. La nocività dell’amianto era nota alla Medicina sin dall’inizio del secolo, ma si è dovuti arrivare al 1965 perché la comunità scientifica internazionale confermasse definitivamente l’esistenza di effetti cancerogeni, e solo dal 1991 la Comunità Europea vietò l’impiego di vari tipi di amianto e la sua messa al bando. Dal marzo 1993, questo materiale è fuori legge in ogni forma, nel nostro Paese.

Com’è intuibile, la cessazione dell’impiego non significa affatto che l’amianto sia scomparso. Anzi. Edifici pubblici e privati, compresi scuole e ospedali, sono spesso letteralmente imbottiti di amianto.

La bonifica dell’asbesto è costosissima, laboriosa e complessa. In alcuni casi si tratta di raschiare questa sostanza dove è stata applicata.

In parecchi casi si è preferito abbattere del tutto la costruzione, e gli operai addetti a queste demolizioni sono i più esposti al rischio di tumore.

Il materiale non è pericoloso finché è ricoperto di spessi strati di altri materiali, ma le ristrutturazioni continuano a rivelare manufatti di amianto che devono essere smantellati, oppure sigillati.

E’ un problema ancora parzialmente insoluto, e occorreranno ancora molti anni.

Il discorso, purtroppo, non si ferma qui.

Ci sono da aspettarsi gli effetti “a scoppio ritardato” del grande impiego di amianto fatto per tanti decenni.

La malattia ha un’incubazione lunga. Dal momento dell’esposizione al momento della comparsa del tumore possono passare dai 15 ai 30 anni,

e questa è la ragione per cui continuiamo ad osservare un aumento dei casi di mesotelioma, il tumore polmonare specifico.

Così, le misure adottate per evitare questo rischio sono state ritardate, nonostante che le osservazioni sul rischio amianto risalgano, come ho spiegato, a più di cinquant’anni fa.

Un allarme più tempestivo avrebbe potuto salvare molte vite, ma non è stato così.

Umberto Veronesi ( http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/1932 )

 


Vi rimettiamo questo articolo di Umberto Veronesi un "luminare" dell'oncologia nazionale:

Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano nel 1952, decide di dedicarsi allo studio e alla cura dei tumori: dopo alcuni soggiorni all'estero (Inghilterra e Francia)

entra all'Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori come volontario e ne diventa Direttore Generale nel 1975.
Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell'AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola Europea di Oncologia.

Ha fondato, nel 1991, ed è stato direttore scientifico dell'IEO - Istituto Europeo di Oncologia una prima volta dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 a oggi.

Nel 2003 è stata istituita la Fondazione Umberto Veronesi.
Il nome di Veronesi è legato a contributi scientifici e culturali riconosciuti e apprezzati in tutto il Mondo.

I contributi scientifici più rilevanti riguardano l'invenzione della chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari.
Nel 1993 è stato nominato dall'allora Ministro della Sanità Raffaele Costa membro della commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie tumorali.

Nel 1998 è stato membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”.
Il 25 aprile 2000 è stato incaricato del Ministero della Sanità nel Governo Amato II, fino all'11 giugno 2001.

In qualità di ministro si è battuto in particolare per una legge antifumo.
Dal 29 aprile 2008 fino al febbraio 2011 è stato senatore del Parlamento Italiano nella XVI Legislatura. (wikipedia)


 

Quindi ricapitoliamo Veronesi è parte della "Medicina Ufficiale" almeno dal 1975 e ammette che la nomenclatura di cui da sempre fa' parte arriva in ritardo sulla prevenzione dell'amianto...

ci informa anche che la Clinica del Lavoro “Luigi Devoto” già cento anni fa raccoglieva elementi di prova scientifica sull'asbesto.

 

Ora il "luminare" dopo una vita nella quale ha capito "poco" almeno sull'amianto o quantomeno ha capito in ritardo, ci vuole tranquillizzare sull'emissioni delle fotocopiatrici:

 


intervista a Veronesi sul tema delle emissioni delle stampanti laser:

Emissioni stampanti laser

Gent.mo Prof. Veronesi, in merito alle varie discussioni relative all'inquinamento ambientale causato dalle emissioni nocive di stampanti laser e fotocopiatrici negli uffici, e visto anche l'allarmante servizio della trasmissione "Le Iene" di qualche tempo fa sull'argomento, vorrei se possibile conoscere il Suo parere sui rischi effettivi che si corrono stazionando in uffici con questi macchinari, soprattutto per quanto riguarda l'insorgenza di tumori. Inutile dire che sono fortemente preoccupata al riguardo. La ringrazio infinitamente. Elisa

01/11/2011

 

Oncologia risponde Umberto Veronesi

Cara Elisa, non so che cosa abbiano detto le simpatiche Iene, ma per la nocività o meno di prodotti industriali e ambientali e per la loro cancerogenicità le Iene, simpatiche ma incompetenti, non fanno letteratura scientifica. L'agenzia mondiale sullo studio della cancerogenicità non ha al momento alcuna evidenza sul rischio tumori di emissioni di fotocopiatrici. Certamente è meglio che queste emissioni siano controllate e che le macchine subiscano la manutenzione prescritta, ma il rischio tumore non esiste e non è stato provato. Un affettuoso augurio Umberto Veronesi

(Tratto da: http://www.ok-salute.it/Oncologia/Emissioni-stampanti-laser/j33630 )


 

Ora su un luminare che non illumina che dire...

 

Una sola cosa: se esistono disastri occupazionali questo non lo possiamo imputare alla "simpatia" delle IENE ma a "luminari" che hanno forgiato una classe di medici e ricercatori che non escono mai dai binari della convenienza politica ed economica.

 

Prima delle migliaia di vittime sull'amianto, qualcuno magari tacciato di incompetenza avrà pure detto qualcosa ?

 

Sicuramente il "Veronesi di turno" o magari Veronesi stesso avrà sorriso e buttato acqua sul fuoco!

 

FORSE FRA QUALCHE ANNO SALIRA' IN CATTEDRA E CI RIPETERA' CHE:

"Un allarme più tempestivo avrebbe potuto salvare molte vite, ma non è stato così."


Nel 1998 è stato membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”.

Oggi tutte le ricerche convergono sulla validità di fondo della cura Di Bella le tre sostanze usate dal professore risultano utili nella terapia dei tumori...

l'articolo: il Giornale.it