la sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuol bene!          











 
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l'inquinamento indoor

    tutela legale
  campagna
nazionale
per la riduzione
degli
inquinanti

presenti
nei

luoghi di lavoro

(AVVISO)
   
LA SOLUZIONE ITALIANA
    con
particolare
 riferimento
alle emissioni
di stampanti
e

fotocopiatori
laser

(AVVISO)
 
  Filtri inutili ai fini della prevenzione  
 

Invitiamo tutti a non farsi ingannare dalla pubblicità di alcune ditte...
Che vantano, propongono e commercializzano filtri che andrebbero collocati
sulle fessure d'areazione e vi forniamo argomenti e studi internazionali in merito.
Diffidate inoltre...
di società che propongono macchinari copiati solo nell'aspetto da altri prodotti validi presenti in commercio,
prodotti privi di certificazioni governative  che non garantiscono alcun risultato.
 

Rivolgetevi solo ed esclusivamente a ditte leader per storia,  risultati e certificazioni autorevoli.

 

Vi mostriamo comunque come potete smascherare gli impostori!
Massima attenzione a:
1° Ai filtri posticci
   
Osservate come viene collocato questo filtro...

Chiunque comprende  che così non si ottiene certo l'abbattimento delle emissioni inquinanti

in quanto la gran parte delle emissioni fuoriesce nella fessura in alto dove escono i fogli stampati

ma anche se qualcuno può pensarla diversamente esistono studi universitari

qui di seguito citati che dimostrano l'inefficacia di tali dispositivi.

 

OCCHIO
Una tale disposizione inoltre fa anche decadere la garanzia delle stampante,
in quanto altera le dinamiche di areazione dell'apparato.
Nella maggior parte dei casi nelle istruzioni e precauzioni d'uso di stampanti e di fotocopiatori infatti,
si prescrive di non ostacolare il ricircolo dell'aria della stampante.
 
       2°     
  Le cattive imitazioni di altri prodotti

Altre ditte poi sull'onda dell'effettiva necessità imposta dalla legge,

hanno addirittura copiato altri prodotti

 compiendo perfino degli errori fondamentali ed esiziali,

senza mai certificare alcunché promettono risultati che non possono esserci,

in quanto possono solo copiare l'aspetto ma non la tecnologia che di solito è protetta da brevetto industriale.

3°
Le certificazioni inconsistenti

La certificazione delle effettive emissioni catturate dal filtro poi, deve essere effettuata da un Università o centro di ricerca internazionale di chiara fama, ovvero da un organo governativo nazionale od internazionale che come ad esempio in Italia l'I.S.P.E.S.L., sia preposto a controlli in tema di medicina del lavoro e non da un semplice laboratorio privato.

4°

Il metodo adottato

La prassi di una corretta certificazione,

deve  misurare la quantità di inquinanti presenti nell'aria,  nel medesimo ambiente,

dopo un medesimo numero di copie con e senza un dispositivo di prevenzione.

Con stampanti diverse, campionate a caso e non solo su quelle fornite da chi chiede la certificazione.

Solo con questa metodologia scientifica si potrà dichiarare la percentuale di inquinanti realmente catturata e filtrata, da un dispositivo di protezione.

5°
La qualità del filtro

Un normale filtro epa  non può trattenere nano particelle, occorre un filtro tecnico specifico.

il rispetto per l'ambiente

è inaccettabile la dichiarazione espressa nella pubblicità di alcuni di questi prodotti,

dove si asserisce che i filtri possano essere dopo l'uso, gettati nella pattumiera. 

Questo contravviene non solo al senso civico ma alle nuove normative sullo smaltimento

e conferimento in discarica di cartucce e quant'altro contenga, una sostanza pericolosa per l'ambiente come appunto il toner.

Diffidate di quanti non abbiano un protocollo per il ritiro e lo smaltimento a norma di legge dei filtri.
concludendo...

Questi dispositivi posticci non hanno certificazioni alcuna ma all'inverso uno studio autorevole (fine 2008)

dimostra la completa inutilità ai fini della cattura degli inquinanti infatti:

Alcuni ricercatori

del Fraunhofer Wilhelm Klauditz Institute (WKI)

di Braunschweig (Germania)

hanno condotto una serie di esperimenti,

in collaborazione con 

Queensland University of Technology QUT in Brisbane, Australia.

Questi test erano tesi ad individuare cosa producesse le nanoparticelle rilevate dopo la stampa

in molte ricerche internazionali.

Interessanti alcuni aspetti della ricerca che ha usato apparati senza carta e senza toner e

ha potuto valutare che anche in questo modo le nano particelle e alcuni voc, venissero emessi.

“The amazing thing is that the ultra-fine particles are still produced even in this case.

The cause is the fixing unit – a component that heats up as high as 220°C during the printing process

in order to fix the toner particles on the paper,”

spiega il ricercatore

WKI Dr. Michael Wensing:

"La fonte sembrerebbe essere la cosiddetta "unità di fissaggio",

ossia quella componente della macchina che raggiunge una temperatura di 220° C durante i processi di stampa

e serve a "fissare" le particelle di toner sulla carta."

Il calore fa evaporare sostanze come paraffina e olio di silicone, che si accumulano nell'ambiente sotto forma di particelle volatili microscopiche, molto simili a quelle che si liberano nell'aria durante la cottura di cibi al forno o nel tostapane.

e interrogato su filtri esterni in commercio che vantano di trattenere gli inquinanti ha dichiarato la completa inutilità degli sessi:

“Our investigations show that the various external filters

on offer for printers operate in very different ways.

As the ultra-fine particles are not emitted from a specific part of the printer,

but also from the paper output, for instance, a filter can only have a limited effect.”

ovvero:

"Le nostre ricerche su vari filtri esterni posti in vari punti hanno un effetto limitato perché

la maggior parte degli inquinanti fuoriesce dove esce il foglio di carta stampato."

fonte: http://www.medicalnewstoday.com/articles/131659.php