la sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuol bene!          











 
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l'inquinamento indoor

    tutela legale
  campagna
nazionale
per la riduzione
degli
inquinanti

presenti
nei

luoghi di lavoro

(AVVISO)
   
LA SOLUZIONE ITALIANA
    con
particolare
 riferimento
alle emissioni
di stampanti
e

fotocopiatori
laser

(AVVISO)
 
 

le emissioni delle stampanti a tecnlogia laser

 
 

Abbiamo cercato di chiarire in altre parti di questo sito,

l'importanza di dare rilievo a questa tematica specifica nell'ambito complesso della sicurezza sul lavoro.

In attesa che ogni luogo di lavoro si doti di

un sistema filtrante certificato

continuiamo ad cercare ovunque nel web informazioni utili per quanti condividano il loro ambiente di lavoro

con apparati di stampa laser.

 

Perché è necessario indagare ?

 

Qualsiasi merce immessa nel mercato Mondiale deve sottostare ai permessi di commercializzazione dei singoli Paesi.

Alcuni paesi sono particolarmente attenti e sensibili ai possibili pericoli e effettuano controlli particolarmente accurati.

In nessun Paese al Mondo questa tecnologia di stampa è stata vietata o non autorizzata.

Ciò premesso ognuno di noi in coerenza dovrebbe abbandonare ogni timore verso questa tecnologia e lasciare ulteriori e eventuali

analisi sul tema ai molteplici centri di ricerca internazionali e agli organi preposti alla tutela della salute pubblica.

@

Solo che l'esperienza di vita,

quella personale,

e quella della gente comune presente nel web,

ci raccontano un altra storia.

La cronaca degli ultimi venti anni,

i fatti accaduti negli stabilimenti industriali come

ICMESA,

l'Ilva,

la Tyssen,

 la Pirelli,

l'Eternit,

la Goodyear,

 le attività di scarico di Nerofumo nel porto di Genova.

La gestione delle discariche regolari e irregolari,

 gli inceneritori,

ci fanno comprendere che in Italia

(e forse in tutto il mondo)

 è dominante una classe di imprenditori senza scrupoli.

 

 In passato abbiamo confidato negli organismi preposti a tutelare noi e l'ambiente,

per accorgerci poi che questi organismi

non hanno agito con il tempismo necessario ad evitare disastri.

 

Quindi non si può che diffidare!

 

Anche perché i motivi del mancato tempismo a volte attendono alla corruzione.

 

Nella città di Prato nella civilissima Toscana vi sono 5.500 laboratori tessili cinesi,

dove lavorano solo cinesi senza alcuna tutela.

 

Dove sono le ASL, L'INPS, l'INAIL, i sindacati, le forze dell'ordine le tutele, gli orari di lavoro ?

 

Da quando lo schiavismo è legale ?

 

***

torniamo al problema...
La posizione dei produttori di tecnologia

 

I produttori con studi alla mano,

tendono a minimizzare l'impatto degli inquinati emessi

da stampanti e fotocopiatori laser alimentati con pigmento toner.

Preoccupati dall'evidenze di autorevoli studi internazionali hanno emanato comunicati,

tesi a ridimensionare, circoscrivere, banalizzare il problema.

@

L' EICTA

(l'associazione dei produttori tecnologici industriali)

Adobe, Agilent, Alcatel-Lucent, Apple, Bang & Olufsen, Blaupunkt, Brother, Canon, Cisco, Corning, Dell, EADS, Elcoteq, Epson, Ericsson, Fujitsu, Hitachi, HP, IBM,

Infineon, Intel, JVC, Kenwood, Kodak, Konica Minolta, Lexmark, LG Electronics, Loewe, Micronas, Microsoft, Motorola, NEC, Nokia,

Nokia Siemens Networks, Nortel, NXP, Océ, Oki, Panasonic, Philips, Pioneer, Qualcomm, Research In Motion,

Samsung, Sanyo, SAP, Sharp, Siemens, Sony, Sony Ericsson, Sun Microsystems, Symantec, Texas Instruments, Thales, Thomson, Toshiba, Xerox.

 

ha emanato alcuni comunicati che sostengono

la tecnologia delle stampanti laser dal punto di vista della sicurezza,

questi comunicati

(che puoi consultare qui di seguito)

sono stati sottoscritti dalle più grandi aziende tecnologiche del mondo.

(dicembre 2007)

(maggio    2009)


@

 

Gli argomenti dei produttori,

l'approccio medico scientifico al problema di igiene occupazionale,

eludono però la metodologia scientifica,

per contro applicata nei diversi

 studi internazionali

che trovi agilmente nel web.

 

I produttori cadono poi in contraddizione,

quando società come

EPSON ANNUNCIANO AL MONDO UN TONER ECOLOGICO ALLA SOIA

(solo perché sostituisce il 30% del materiale comunemente usato con della soia)

 

il

Bioblack

 

@@

 

E che dire di

 

XEROX

CHE DIRAMA UNA DICHIARAZIONE CHE ALTRO NON E' CHE UNA

 

BLACK-LIST DI SOSTANZE 

 

CHE SI IMPEGNA A NON INSERIRE NEI SUOI PRODOTTI

 

perché questa precisazione ?

E i toner delle altre major ?

Quelli del mercato dei rigenerati e dei compatibili ?

Cosa contengono ?

Chi li controlla ?

@

 

Inquadriamo correttamente il problema:

 

Adoperando processi fotochimici, alte temperature, magnetismo, radiazioni, la tecnologia di stampa laser elabora: toner, carta e gas ambientali.
L'elaborazione genera emissioni di molteplici sostanze chimiche, con variabili dipendenti dal tipo di carta, dalla formula del toner, dalla presenza nell'ambiente di ulteriori inquinanti, dalla tecnologia e manutenzione dell'apparato di stampa.
Il procedimento nel suo insieme, inquina l'aria degli ambienti di lavoro, conferendo un particolato di composti organici volatili (COV) di svariate grandezze fisiche da ultrafini, fino alle insidiose dimensioni delle nano particelle. (fino a 8 nanometri)
I COV più frequenti nelle emissioni sono: benzene, formaldeide e ozono.
I COV eventuali sono: stirene, ossido di titanio, cromo esavalente, sali e cristalli di platino, silicio, manganese, bis-fenolo-A, zinco, resine termoplastiche, nero fumo ovvero carbon black, ossido di ferro, pigmenti colorati a base organica, cere, biossido di silicio amorfo, silice amorfa colloidale, alluminio, stagno, aldeidi, etilbenzene, isodecano, xilene, alcani, nitropirene, ftalati, isocianati. ect.
Le nanoparticelle nel toner sono una scelta tecnologica e non una presenza causale, soddisfano invero la necessita industriale di accrescere la definizione di stampa, un inserimento non privo di controindicazioni e di future implicazioni legali.
Non è infatti pensabile che i centri di ricerca più avanzati del mondo non siano stati consapevoli dei rischi impliciti in un toner con nano-tubi di carbonio.
L'industria farmaceutica del resto vanta da anni le potenzialità dei nuovi nano-materiali, affermando, studi alla mano che riescono a veicolare fin dentro la cellula il principio attivo di un farmaco. (di questa proprietà esiste un ampia documentazione scientifica)

Questa miscela di sostanze viene imposta a lavoratori completamente inconsapevoli dei rischi collegati e senza alcuna valutazione medico legale preventiva.

Infatti spesso non si trova alcuna menzione di queste sostanze nel documento sulla "Valutazione dei Rischi" presente nel luogo dove si lavora.

Eppure la Legge impone questa menzione, tutto il personale rileva fastidio nel respirare in prossimità dei fotocopiatori, maggiormente quando sono in attività di stampa e in ogni caso le emissioni si avvertono in tutto l'ufficio.

Basta a volte il solo "naso" per capire i problemi di un ambiente di lavoro, l'ispezione dei luoghi di lavoro, l'ascolto del personale, darebbero chiare indicazioni sulle reali esigenze di sicurezza sul lavoro. Valutare i rischi incombenti a tavolino su una planimetria, non può bastare.

Volendo poi eseguire una valutazione teorica, allora bisogna, conoscere bene i temi della sicurezza, consultare anche nel web le pubblicazioni scientifiche diffuse dai centri di ricerca nazionali e internazionali, le linee guida emanate l'INAIL, L'ISPRA, Ministero della Salute, Regioni che nel complesso sono esaurienti.

Qualcuno, preposto alla sicurezza ambientale deve valutare questo rischio chimico specifico ai sensi della Legge vigente, illuminato dalle linee guida emesse da tempo dalle regioni. (d.lgs. 2/2/2002,n. 25 metodo per la Valutazione del Rischio Chimico regione Piemonte - Emilia - Veneto -Toscana)

Queste istruzioni, in estrema sintesi, individuano tre variabili da determinare al fine di una valutazione complessiva del rischio chimico degli inquinanti in-door:

(1°) qualità, (2°) concentrazione e (3°) tempi di esposizione.

La considerazione di queste variabili conduce senza dubbio ad una valutazione corretta del rischio chimico

rappresentato dall'inquinamento prodotto dal fotocopiatore e delinea l'esigenza di un eventuale intervento :


(1°) Qualità delle sostanze emesse


La consultazione degli studi sul tema profila un emergenza occupazionale del tutto simile a quella che ha riguardato l'amianto, le due vicende hanno in comune le molteplici evidenze e il fatto di essere state storicamente sottovalutate.

 
L'accostamento tra le due sostanze non è abusato ma proviene da studi che hanno comparato il potenziale patogeno e la struttura fisica delle due sostanze.
Per i ricercatori le "fibre di amianto" come i "nano tubi carbonio" contenuti nelle emissioni delle stampanti, penetrano le cellule dell'organismo umano dove permangono in depurabili, nel contesto cellulare esprimono la medesima potenzialità nell'induzione, promozione, sviluppo e progressione di mesoteliomi e leucemie. (video)

 

Esiste una documentazione fotografica realizzata con il microscopio elettronico che individua i nano-tubi inglobati nelle cellule degli organismi esposti alle emissioni.

Il particolato di carbonio, carbon black, nerofumo è la base da sempre della polvere del toner, in letteratura medica è storicamente la prima sostanza verso la quale sia stato provato un nesso eziologico con l'insorgenza di tumori a danno di precisi organi dell'organismo umano. (1785 PERCIVAL POTT tumore allo scroto)


Su benzene e formaldeide inoltre, esiste una letteratura medico legale esaustiva, sono senza appello sostanze altamente tossiche, cancerogene e mutagene.

"Anche nel caso del benzene, l’affezione che preoccupa maggiormente è la comparsa del cancro del sangue; diversi studi, infatti, hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia mieloide o altre forme di cancro. Il benzene è stato inserito dalla IARC nel gruppo 1 dei cancerogeni certi (leucemie, linfomi e anche eccessi di tumori in altre sedi)." (sito ISPRA)
"L'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), ha recentemente concluso (giugno 2004) che la formaldeide è un agente cancerogeno per l’uomo (gruppo 1). In precedenza OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) aveva classificato la formaldeide come probabile agente cancerogeno umano. Dopo un riesame degli ultimi studi epidemiologici, il gruppo di lavoro ha ritenuto sufficienti le prove che la formaldeide causi il cancro rinofaringeo nell’uomo, mentre ha considerato non sufficienti le prove di cancerogenicità per la cavità nasale e dei seni paranasali e "forte ma non sufficiente" evidenza per la leucemia."(sito ISPRA)


Stiamo parlando di tre cancerogeni di Prima categoria anche nella classificazione europea (E.S.I.S.) che è quella che ha validità legale nel territorio Italiano, ovvero:


"Sicuramente cancerogeni per l’uomo, sufficienti elementi hanno permesso di stabilire una relazione causa effetto tra l’esposizione dell’uomo e l’insorgenza di un tumore."

Devo rimarcare che il rischio da computare, in presenza di più sostanze cancerogene cresce in maniera esponenziale e non equivale alla somma dei singoli rischi.


Sull'ozono altra presenza costante nell'inquinamento prodotto dagli apparati di stampa laser, sempre l'Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale afferma:


"L’ozono, quale forte ossidante, ha effetti sull’uomo anche a concentrazioni minime e può provocare reazioni variabili da individuo ad individuo. Attacca i tessuti delle vie aeree, provoca disturbi alla respirazione, aggrava gli episodi di asma. A basse concentrazioni, la sensibilità all’ozono si manifesta con stanchezza, mal di testa, limitazione delle capacità respiratorie e, a concentrazioni più elevate, con tosse ed irritazioni delle mucose."(sito ISPRA)


La gravità delle classificazioni negative da sola può trarre in inganno, nel vivere quotidiano siamo continuamente in contatto con sostanze tossiche, cancerogene e mutagene, esistono però limiti di concentrazione e tempi di esposizione che non devono essere superati nei luoghi di vita e di lavoro.

 

Ad esempio un componente comune dei toner è lo stirene copolimero acrilato 1-2 che come tutti gli idrocarburi aromatici stimolato dal forte calore produce vapori di stirene, benzene, etilbenzene, formaldeide e svariate altre combinazioni determinate dalle molteplici interazioni chimiche tra ozono, VOC, particolato e gas ambientali.


La carta usata anche se di buona qualità, spesso contiene cloro e sostanze acide, esistono però in commercio prodotti, orientati ad una maggiore ecologia, ovvero totalmente privi di cloro (totally chlorine free) e non acidi (acid free), quindi anche la scelta della carta potrebbe contribuire alla riduzione dell'inquinamento in-door.


Il terzo elemento elaborato dall'apparato è "l'aria dell'ufficio" una minima attenzione alla pulizia e alle tecniche di pulizia:

l'uso dell'aspirapolvere, la scelta oculata dei detergenti, il ricambio d'aria degli ambienti, possono aumentare la qualità dell'aria.

 

(2°) concentrazioni

 

Quando in un ufficio viene stampante anche un modesto lavoro di stampa, ( ad esempio 500 copie giorno) questo modesto quantitativo provoca concentrazioni delle citate sostanze in ambiente confinato, nell'ordine di 5 volte superiori a quelle che se riscontrate all'aperto provocano provvedimenti di blocco della circolazione degli autoveicoli.  (d.lgs. 13/8/2010, n. 155 e direttiva 2008/50/CE)

Questo ordine di grandezze, universalmente noto, non muove però alcun provvedimento, nessuno esegue rilievi, eppure stazioniamo in media molto più tempo al lavoro che nelle strade delle nostre città.
Questi livelli di concentrazione si evincono nell'ambito di una pluralità di rilevazioni effettuate presso i centri nazionali e internazionali più autorevoli, il medoto comune adottato è quello dell'ambiente confinato simulato.
In laboratorio viene avviato un breve lavoro di stampa e si effettuano rivelazioni comparate, prima, durante e dopo il lavoro di stampa, vengono effettuate successive rilevazioni a macchine spente per valutare i tempi di degrado dell'inquinamento.
Questo procedimento è stato eseguito per vari modelli di diverse case produttrici di stampanti, sono stati effettuati sperimentazioni senza toner e senza carta, ogni aspetto e variabile è stato esaminato.
Uno di questi simulatori "INDOORTRON", si trova al Centro Comune di Ricerche della Commissione Europea a Ispra (in provincia di Varese), rappresenta uno strumento unico al mondo per determinare sia quali sostanze vengano emesse dagli arredi, dai mobili, dai macchinari in ufficio, sia in che modo esse influiscano sulla qualità dell'aria che respiriamo nei luoghi chiusi.

 

 

Dimitrios Kotzias, responsabile dell' Unità di esposizione chimica e fisica a Ispra:
"Per quanto riguarda le fotocopiatrici", sottolinea Kotzias, "abbiamo identificato 27 diversi Voc, dei quali molti sono tossici o comunque irritanti. A macchina spenta la concentrazione totale di queste sostanze è pari a 32,4 microgrammi per metro cubo, un valore ancora accettabile.
Ma se la fotocopiatrice si trova in stand by o se sta eseguendo copie alla velocità media di 200 all' ora la concentrazione sale, rispettivamente, a 382,6 e 416,7.
I livelli di guardia, pari a 200, sono così superati e per le persone più sensibili tale concentrazione può provocare seri disturbi". All' interno di Indoortron la macchina fotocopiatrice è rimasta accesa per un mese e mezzo senza fare copie: si è così scoperto che i valori dei Voc diminuiscono sensibilmente nel giro di 2 3 settimane, ma la macchina continua a rilasciare una quantità di composti organici volatili pari a 360 microgrammi per metro cubo.(rivista Newton 3/2004)


L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato, come limite massimo di concentrazione accettabile di formaldeide al chiuso in 0,1 ppm. (parti per milione)
Il limite ACGIH TLV-TWA per il benzene è fissato a 0,5 ppm. (American Conference of Industrial Hygienists)


"ilTLV-TWA è tra i "parametri di valore limite" quello da non superare nelle esposizioni prolungate nel tempo.

Rappresenta la concentrazione media, ponderata nel tempo, degli inquinanti presenti nell’aria degli ambienti di lavoro nell’arco dell’intero turno lavorativo ed alle quali si presume che il lavoratore possa trovarsi esposto 8 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana, per tutta la durata della vita lavorativa senza risentire effetti dannosi."

Torniamo al nostro "naso" e riportiamo un consiglio dell'OSHA (INAIL USA) che asserisce che il benzene ha una soglia limite (TLV-TWA 0,5 ppm) inferiore ai livelli in cui se ne avverte la presenza (61 ppm) o si riconosce e distingue la sostanza (97 ppm) ne consegue che se avvertiamo odore di benzene i limiti di sicurezza sono stati superati.

(fonte OSHA)

 

(3°) tempi di esposizione

 

Quando la stampante laser o il fotocopiatore non dispone di filtri certificati, non è collocato in ambiente separato, non è usato raramente, i tempi di esposizione da considerare sono equivalenti all'orario di servizio.


Le sperimentazioni ci dicono anche che le fotocopiatrici anche in "stand by" producono rilevanti COV. (in quantità minore producono COV tutti gli apparati elettronici ed elettrici)

Un ufficio con il doppio turno o a ciclo continuo, avrà sempre concentrazioni maggiori di inquinanti.


Considerazione ulteriore và al fatto che i C.O.V. in concentrazioni più blande, nelle città, vengono inalati anche nelle strade e nelle case, quindi alla esposizione occupazionale và comunque aggiunta una più blanda esposizione nel tempo libero.(vedi fonte)


Tutto quanto su esposto se correttamente sviluppato fa emergere risultati che non lasciano spazio ad interpretazioni attendiste di nuove e maggiori evidenze e fanno emergere l'urgenza di una puntuale applicazione della Legge di tutela.


Questo insieme di evidenze ormai consolidate, espresse da Istituzioni "autorevoli", sono più che sufficienti a far promuovere in ogni luogo di lavoro una corretta, specifica valutazione del rischio chimico, effettuata da professionisti della medicina del lavoro.


Il datore comunque è tenuto ad indagare anche gli studi più aggiornati e in base a questi prevenire rischi non chiaramente definiti o in via di definizione:
"Pertanto non è sufficiente che una macchina sia munita degli accorgimenti previsti dalla legge in un certo momento storico se il processo tecnologico cresce in modo tale da suggerire ulteriori e più sofisticati presidi per rendere la stessa sempre più sicura. L'art. 2087 c.c., infatti, nell'affermare che l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa misure che, secondo le particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore, stimola obbligatoriamente il datore di lavoro ad aprirsi alle nuove acquisizioni tecnologiche" (Cassazione Penale, Sez. IV - 27 settembre 1994 n. 10164, Kuster, cfr. anche Cass.Pen., Sez.IV, 8.3.1988, Corbetta).
L’impossibilità di eliminare i rischi è ipotesi residuale che emerge solo dopo che l'imprenditore si è spinto agli ultimi confini tecnologici in materia di sicurezza e salute del lavoro, conformemente a quanto stabilito dall'art. 2087 C.C. e quindi “il datore di lavoro è tenuto a conoscere le "leges artis" per prevenire gli infortuni sul lavoro, cioè a seguire il progresso tecnologico e, quindi, a dotare le sue macchine - eventualmente datate - dei nuovi e più sicuri presidi antinfortunistici”

(dalla motivazione, Cass. 27 settembre 1994. P.C. in c. Callieri, in Sicurezza del Lavoro, Repertorio della Cassazione Penale, Milano 1994 di R. Guariniello, p. 41). (fonte)


E' comunque dovere degli addetti alla sicurezza aziendale, del medico competente, dei Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza, del "Datore di lavoro" addivenire alla definizione di questo rischio specifico e conseguentemente ridurre in tutti modi tecnologicamente avanzati le emissioni.
(nel caso: ampia fornitura di stampati prodotti in ambiente separato, archivio elettronico e filtri certificati)


Oggi questa prevenzione non effettuata, porta un conto amaro, mesoteliomi, leucemie, Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Dermatite Allergica da Contatto (DAC), asma, indebolimento del sistema immunitario ect.(vedi malattie nerofumo)

Il tempo dell'attesa costruttiva è terminato.


Ora che il nostro diritto di quiescenza è un chiaro "fine pena: Mai!"
Ora diviene ancora più urgente agire legalmente verso tutti gli inadempimenti alla Legge di Tutela della salute sul lavoro in ogni sede competente.
La classe dirigente italiana ha riparametrato all'Europa e all'aspettativa di vita, la durata del nostro impegno nel mondo del lavoro, chiedendo a ciascuno uno sforzo ulteriore e consistente.
Il salario e la sicurezza sul lavoro restano a livelli minimi.
Oggi più che mai, la Sicurezza è un dovere di tutti e non solo del datore di lavoro, quadri sindacali, Ispettori ASL, Medico Competente, Lavoratori stessi, devono realizzarla.
Essere chiamati davanti ad un giudice non in veste di tecnici o testi ma di co-obbligati inadempienti, cambia la prospettiva, il dinamismo del proprio ruolo nei luoghi di lavoro.  

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La qualità delle sostanze emesse dagli apparati di stampa è molteplice e variabile, dipendente dal tipo di carta usata, dalle diverse formulazioni e brevetti di toner, dalla qualità dell'aria dell'ambiente interessato e dalla tecnologia dell'apparato di stampa.

Nelle emissioni si riscontrano sempre e comunque: benzene, stirene, formaldeide e ozono.

(Questo quando l'apparato viene alimentato con toner originali, esistono poi e vengono commercializzati senza alcun controllo toner compatibili e rigenerati a basso costo e toner che hanno le formule più variegate, dove sono state rinvenute anche altre sostanze critiche per la salute come: ossido di titanio, cromo esavalente bis-fenolo-A, sali e cristalli di platino, silicio, manganese, zinco, resine termoplastiche, nero fumo ovvero carbon black, ossido di ferro, pigmenti colorati a base organica, cere, biossido di silicio amorfo, silice amorfa colloidale, alluminio, stagno, aldeidi, etilbenzene, isodecano, xilene, -2,2,4Trimetilottano, alcani, nitro pirene, ftalati, ed isocianati. ect. ect.

Tutti liberati per il forte riscaldamento di inchiostri toner, carta, e altre insistenti nell'aria in-door.

Queste e altre decine di sostanze che i lavoratori possono inalare senza alcuna valutazione del medico della medicina del lavoro.

Meglio sarebbe dire che le istituzioni di medicina del lavoro, il ministero della Salute, alcune regioni, il Parlamento Italiano ed Europeo sono stati già investiti della problematica conoscono perfettamente i dati e le risultanze scientifiche ma temporeggiano e attendono ulteriori evidenze, atteggiamento che garantisce i sovrastanti interessi industriali ma non i lavoratori o utilizzatori a qualsiasi titolo di stampanti e fotocopiatori.(approfondisci il tema)

Questa attesa è già una violazione della Legge vigente perché l'inquinamento indoor andrebbe rimosso anche se fosse solo tossico e non vi sono eccezioni contemplate per le sostanze cancerogene e qui siamo di fronte ad una pluralità di sostanze cancerogene.

La mancanza di professionalità di chi emette linee guida in materia è dimostrata dal fatto che ad oggi non si è disposto alcunché neppure per quanti lavorano nei centri copia del resto perché creare un precedente, lo Stato è il maggiore datore di lavoro in Italia, potrebbero uscire troppi problemi e l'Inail ha tutto modo personalissimo di realizzare, tutela e prevenzione.

Se volete farvi un idea, non dovete che leggere con attenzione l'audizione dei responsabili Inail di Genova innanzi alla commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Morti Bianche in Italia dove i evince, lo zelo con cui ha lavorato sulla tematica degli scaricatori di nero-fumo, carbon-black di Genova.

Esistono centinaia di brevetti di toner non si può nei luoghi di lavoro redigere "il documento sulla valutazione del rischio" (contemplato nel testo unico 81) in maniera semplicistica, come se si fosse di fronte ad un unica formulazione chimica.

Questo aspetto della problematica è espresso da un medico della medicina del Lavoro che sostiene a ragione che di fronte a sostanze inconoscibili non si possono valutare i rischi che implica un'esposizione a sostanze chimiche. (vedi il documento SPRESAL Marche

Invero si impone una valutazione specifica del rischio chimico rappresentato da ogni singola composizione e/o brevetto.

 

@

 

Le concentrazioni di tali sostanze anche dopo un breve lavoro di stampa sono state misurate nell'ordine di 5 volte superiori a quelle che se riscontrate all'aperto provocano provvedimenti di blocco della circolazione degli autoveicoli. (D.LGS. 13/8/2010, n. 155 e direttiva 2008/50/CE)
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo diffuso i dati relativi alla mortalità attribuita all'inquinamento in-door e al costo sociale conseguente alla contrazione di malattie professionali ad esso correlate.
La presenza, la qualità, la concentrazione di inquinanti in-door prodotti da una stampante laser o da un comune fotocopiatore è ampiamente dimostrata da studi autorevoli nazionali e internazionali.
Qualità, concentrazione e tempi di esposizioni alle sostanze, sono i soli valori da esaminare, dal punto di vista medico legale per valutare la necessità di un intervento nei singoli luoghi di lavoro. (i tempi di esposizione coincidono con l'orario di lavoro se non esiste un ambiente separato per il fotocopiatore)
Questi valori non lasciano spazio ad interpretazioni attendiste di nuove e maggiori evidenze per dar corso ad una puntuale applicazione della Legge di tutela vigente.
La consultazione dei recenti studi in merito profilano un emergenza occupazionale del tutto simile a quella che ha riguardato l'amianto, con questa ha in comune le molteplici evidenze e il fatto di essere stata storicamente sottovalutata. ( in merito basta consultare il sito
amiantomai.it))
L'accostamento tra le due sostanze non è abusato ma proviene
da studi che hanno comparato il potenziale patogeno, la struttura fisica delle due sostanze.
Le fibre di amianto per i ricercatori sono del tutto simili ai "nano tubi carbonio" contenuti nelle emissioni delle stampanti, hanno la medesima potenzialità nell'induzione, promozione, svilluppo e progressione di mesoteliomi e leucemie.
Identica capacità di penetrare e danneggiare le cellule del nostro organismo.
Il particolato di carbonio, carbon black, nerofumo, in letteratura medica è storicamente la prima sostanza verso la quale sia stato provato un nesso eziologico con l'insorgenza di tumori a danno di precisi organi dell'organismo umano.
(1785 Percival Pott)
Nonostante questa patente di sostanza cancerogena è da sempre il materiale costituente il toner, la vera domanda che oggi i medici del Lavoro dovrebbero porsi sono invero:
- chi l'ha autorizzata al suo esordio ?
- come mai solo ai giorni nostri partono le prime class-action verso i produttori ?
- perché gli interessi industriali prevalgono sempre sui temi della salute pubblica ?
Bisogna leggere le asserzioni di
Lorenzo Tomatis  per comprendere quanto gli interessi economici interferiscano con le verità scientifiche.
@

Una corretta

valutazione del rischio chimico

non deve e non può

circoscrivere la sua indagine

 al toner come se venisse solamente manipolato,

alla stregua di una qualsiasi altra sostanza inerte,

 presente nel luogo di lavoro.

INFATTI

Il problema reale viene dall'elaborazione del toner nei processi fotochimici della stampante,

è questa elaborazione a produrre un grave inquinamento ambientale.

@

Questo è lapalissiano,

il problema dell'inquinamento delle autovetture,

non viene mai esaminato,

considerando la benzina contenuta nei serbatoi

e/o la manipolazione della benzina.

Ma quanto viene emesso dalla marmitta di scarico.

@

Le schede di rischio dei produttori di stampanti

per contro

sono una follia perché

non contengono la valutazione delle emissioni,

al più forniscono linee guida e

valutano la pericolosità del toner come se fosse solo del materiale inerte da manipolare.

@

La consueta dichiarazione

(contenuta nella scheda di sicurezza del toner o della stampante)

che affermi che

"le sostanze componenti il toner non sono classificate come cancerogene  dagli organismi internazionali",

è solo formalmente esatta.

Mi spiego meglio:

gli organismi internazionali hanno da tempo segnalato come cancerogeno di classe 1

un componente comune in molti toner come

lo "stirene",

le case produttrici però hanno tutte riformulato i loro brevetti,

perché il sistema dei brevetti industriali consente ad esempio di aggiungere,

 uno 0,001 % di "vaniglia",

e ribrevettare lo "stirene copolimero vanigliato",

consentendo di poter affermare che un medesimo prodotto

così rielaborato e rinominato

non è segnalato da organismi come IARC o ESIS come cancerogeno.

 

(è criminale ma lo fanno! E nessuno interviene!)

 

 Quindi il riferimento è quasi sempre a sostanze che godono di un brevetto recente,

che non possono avere segnalazioni nella letteratura medica del lavoro,

conseguentemente nessuno può aver "stimolato"

OSHA, IARC, NTP, ACGIH ed ESIS a mettere sotto esame la nuova sostanza e

dopo lunghe verifiche emanare una classificazione in merito.

 @ 

Presto questi espedienti verranno svelati e queste compagnie tecnologiche subiranno

il medesimo trattamento legale che hanno avuto i produttori di sigarette,

o i produttori dell'eternit (pannelli con amianto e cemento)

con i relativi risarcimenti e quello che è più importante

questi produttori perderanno il prestigio, l'autorevolezza del loro marchio.

 Le società implicate in danni contro la natura,  l'ambiente,

le imprese che non adottano le giuste cautele verso i lavoratori,

 meritano anche di essere fortemente boicottate dai consumatori.

 @ 

Queste schede di sicurezza così predisposte,

 rappresentano infatti un illecito sostanziale,

quando affermano che "le sostanze non sono segnalate".

Altra grave mancanza è non citare le sostanze contenute nelle emissioni,

limitandosi al più a dare consigli sulla manipolazione del solo toner.

@

Queste omissioni dequalificano il produttore stesso,

che scientemente mette a rischio ora come in passato,

la salute di chi acquista stampanti, fotocopiatori e cartucce di toner.

@

L'espediente doloso dei produttori di riformulare ad libitum la medesima sostanza,

(approfondisci: il "Toner".)

registrando nuovi brevetti di facciata, per una sostanza (nerofumo, stirene)

che è segnalata da anni negativamente da organismi internazionali come

I.A.R.C. e E.S.I.S

è un delitto contro l'umanità un mostruoso scempio della salute pubblica.

@

Su

benzene, formaldeide e ozono

 sostanze rilevate costantemente nelle emissioni,

di stampanti laser e fotocopiatori,

 sul la loro tossicità e potenziale cancerogeno e mutageno,

esiste una letteratura medico legale esaustiva.

@
Tutte queste considerazioni ci fanno chiedere come si possa ancora oggi utilizzare questa tecnologia

senza applicare il massimo delle cautele verso i lavoratori esposti a queste emissioni,

con l'aggravante che questa tecnologia è ovunque.


Ci si chiede se la classe dirigente conosce il significato della parola prevenzione!
@

Nella scheda di sicurezza in esempio

(vedi esempio di scheda di sicurezza ai sensi delle norme comunitarie)

si nota per contro che si citano

"concentrazioni di emissioni da non superare"

di conseguenza il datore di lavoro o il consumatore finale dovrebbero avere

strumenti per le rilevazioni.

Visto che il produttore si guarda bene da indicare dopo quante copie le concentrazioni sono considerate pericolose per la salute.

(Approfondisci:il tema delle concentrazioni)

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Sarebbe stato opportuno integrare dette schede di sicurezza

con indicazioni e dati su quantità di inquinanti emessi

per numero di copie/ora

con informazioni riferite ad una cubatura media di un ufficio,

per permettere una valutazione anche approssimativa

che scongiurasse il superamento dei limiti prescritti.

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Queste informazioni le troverete in compenso in numerosi studi internazionali, disponibili qui in questo spazio web.

Vi assicuro che in questi anni,

persone come me che hanno avuto problemi

con il datore di lavoro legati all'inquinamento in-door prodotto da un fotocopiatore,

o malati di MCS che cercavano di comprendere perché

avevano problemi di salute vicino ad una stampante laser avrebbero gradito essere informati

prima di oggi.

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IL PROBLEMA DELLA CORRETTA MISURAZIONE DELLE REALI EMISSIONI E CONCENTRAZIONI

 

Il metodo scientifico impone che in un ambiente neutrale privo di inquinanti, si avvii la stampa e si misuri l'impatto ambientale.

Queste misurazioni devono essere eseguite prima, durante e dopo la stampa.

 

Tali prove devono essere eseguite su molteplici apparati di diverse marche.

Il tutto và comparato e reso pubblico.

Perché è fondamentale stabilire:  

a) La qualità delle sostanze emesse;

b) La quantità di emissioni per ogni sostanza;

c) Se le sostanze degradano in ambiente chiuso;

d) I tempi necessari all'eventuale  degrado.

 

Queste metodologie sono state la premessa scientifica del lavoro sul tema di università e centri di ricerca nazionali e internazionali

 

Vai all'osservatorio aggiornato sugli studi sulle emissioni>>>

 

altri documenti consultabili>>>

 

indootron

(esempio di ambiente simulato laboratorio permanente di igiene ambientale)