la sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuol bene!          











 
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l'inquinamento indoor

    tutela legale
  campagna
nazionale
per la riduzione
degli
inquinanti

presenti
nei

luoghi di lavoro

(AVVISO)
   
LA SOLUZIONE ITALIANA
    con
particolare
 riferimento
alle emissioni
di stampanti
e

fotocopiatori
laser

(AVVISO)
 
  La Legge di tutela nel problema specifico  
 

L'impianto normativo vigente impone in sintesi nella fattispecie:

– Menzione del rischio specifico sul “Documento della valutazione del rischio";

 – Linee guida aggiornate e complete sul tema;

 – Informazione dei lavoratori sulle sostanze inquinanti il luogo di lavoro;

 – Eliminazione o massima riduzione degli inquinanti;

 – Adozione di quanto tecnologicamente disponibile per la eliminazione/riduzione;

 – Segnalazione del personale esposto all'ISPESL (INAIL);

 – Sorveglianza sanitaria del personale maggiormente esposto;

 – Sorveglianza sanitaria di quanti lamentino disturbi legati all'uso degli apparati;

 – Diversa applicazione dei dipendenti con stato di salute incompatibile anche a minime quantità di inquinanti.

    (allergici, asmatici, malati di MCS, donne in gravidanza, leucemici, ect) diritto a partecipare alla sicurezza sul lavoro

 

Il lavoratore nella realtà è completamente privato del diritto previsto dal Legislatore a partecipare personalmente alla realizzazione della sicurezza sul luogo di lavoro.


art.15 del T.U. d.lgs. 09.04.2008 nr. 81, nel punto dove indica tra le misure generali di tutela:

 

r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori;


Si ribadisce ma è necessario che questo è un diritto soggettivo, personale del lavoratore che non può esaurirsi nella legittima attività di tutela esercitata dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Diritto all'informazione sui tutti rischi

 

Altro diritto soggettivo violato è il diritto all'informazione sui tutti rischi presenti nel luogo di lavoro.

Alle lacune del documento sulla valutazione dei rischi si aggiunge spesso l'assenza della scheda di sicurezza del toner, che è comunque reperibile nel web, spesso comunque priva delle informazioni necessarie ad una corretta tutela.

La mancata informazione è in premessa di alcune class-action in preparazione contro i produttori di stampanti.

La soluzione di queste tematiche dovrebbe essere sempre extra-giudiziale, basterebbe che uno solo dei comandati dalla Legge a realizzare la sicurezza sul lavoro operasse nel proprio ambito, coerentemente al dettato legislativo.


L'impianto normativo è ottimo, per mettere in moto, un circolo virtuoso a vantaggio dei lavoratori, basta la volontà di intervenire di una ASL, del Medico Competente, di almeno uno dei Sindacati o datore di lavoro

 

Nessuna impresa al mondo può sopravvivere ad una class-action su questi temi occupazionali, l'esame di cellule tumorali oggi individua con precisione tutte le sostanze estranee all'organismo che possono essere state causa o concausa della neoplasia.


Le Aziende non hanno che da guadagnare milioni di euro, solo trasformando gli archivi cartacei in archivi elettronici e riducendo con qualsiasi espediente funzionale e razionale il numero di stampe effettuate negli uffici.

 

L'informatica in tutto il mondo ha ridotto il consumo della carta, nei nostri uffici italiani spesso il consumo cresce in maniera incurante e anti eco-logica.

Un archivio elettronico ha inoltre i dati sempre e immediatamente fruibili con una spesa neppure paragonabile a quella attuale della sola carta, quindi il risparmio è apprezzabile e contestuale.

 

L'adozione di filtri certificati, sui fotocopiatori può incidere fino all'eliminazione dell'inquinamento con riflessi positivi sul dato della malattia del personale e sui futuri risarcimenti per malattie professionali indotti dalle sostanze su menzionate.

 

Lasciate ogni speranza di passare indenni anche questa l'emergenza occupazionale

 

Continuando con il raffronto con la citata emergenza occupazionale dell'amianto, segnalo ai portatori di vivace intelletto la seguente pronuncia giuridica:


“In ipotesi di mesotelioma, causato al lavoratore da esposizione ad amianto, in assenza di adeguate misure di protezione, va ritenuta la responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c.,indipendentemente dall'effettiva conoscenza, da parte del datore di lavoro, della pericolosità dell'amianto all'epoca dei fatti, posto che: da un lato l'art. 2087 c.c. impone all'imprenditore non solo il rispetto della normativa antinfortunistica vigente, ma anche l'adozione di tutte le misure di prevenzione necessarie, in base alla particolarità del lavoro, all'esperienza e alla tecnica; da un altro lato, la potenziale pericolosità dell'amianto costituiva in Italia dato scientifico già acquisito, almeno sin dagli anni quaranta; e, da un altro lato ancora, la colpa datoriale ex art. 2087 c.c. non presuppone la specifica prevedibilità della malattia poi concretamente verificatasi a conseguenza di un particolare lavoro, ma la generica prevedibilità di conseguenze dannose, comunque riconducibili alla particolarità del lavoro”
[Pretura Torino, 10 novembre 1995 in D.L. Riv.critica dir. lav. 1996, 727] (fonte)


Questa generica prevedibilità purtroppo per i responsabili della sicurezza e le aziende datrici di lavoro italiane sussiste storicamente da quando esiste questa tecnologia, volendola forzare in tempi più vicini e vantaggiosi per il datore di lavoro è rintracciabile intorno alla data di emanazione di specifiche linee guida Ispesl (per altro mai rispettate in azienda) dove si consiglia la collocazione in ambiente separato di fotocopiatori e stampanti laser.

Già da allora doveva balenare tra i pensieri della sicurezza aziendale che questa tecnologia potesse nascondere insidie.

 

Un cliente, un occasionale visitatore del tuo luogo di lavoro potrebbe avere per motivi legati al suo particolare stato di salute perfino uno shock anafilattico in presenza di inquinanti (fatto realmente accaduto con causa legale e conseguente condanna per omicidio colposo), vi sono malati di MCS (Sensibilità Chimica Multipla) che meritano rispetto e tutela preventiva specie se entrano in locale pubblico e/o aperto al pubblico.

Una donna in gravidanza può oltre che intossicare se stessa, provocare danni irreversibili al feto in quanto il benzene, la formaldeide, i nano tubi di carbonio, sono classificate come sostanze mutagene ovvero riescono ad alterare il dna.

 

Devi dare data certa alla tua richiesta di tutela e chiedere l'intervento contestuale ad:

ASL;
Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza;
Datore di Lavoro;
Medico competente.

 

Questi quattro soggetti sono in egual misura responsabili del rischio chimico che stai subendo e che ogni giorno mette un ipoteca sempre più gravosa sulla tua salute, in privato tutti riconoscono il problema ma non vogliono creare allarmismo, tendono a minimizzare tutti i fenomeni di inquinamento, atmosferico, alimentare, in-door.

 

Per te e per il tuo Legale devono essere sullo stesso piano e tra questi non esiste qualcuno che puoi considerare a prescindere un tuo alleato se questo non fosse, non dovresti tutelarti in proprio.

 

Il Sindacato, le ASL, il medico competente, il datore di lavoro conoscono perfettamente i rischi presenti nei luoghi di lavoro e non intervengono questa è la realtà, amara, dura la realtà non si discute, si osserva!

 

Se ne prende atto! Ci si adegua! Per poi reagire di conseguenza!

 

Nessuna tutela teorica o sulla carta può salvarti la vita  se nella strada della tutela del tuo diritto alla salute

trovi un cialtrone...

non ha nessuna importanza se si tratta

di un ispettore del lavoro,

un sindacalista,

un medico competente per il luogo di lavoro,

un datore di lavoro

rimane comunque un inetto che provocherà dei danni alla tua salute.

*

Come tutelarsi in proprio

01 - Informati qui sul rischio chimico rappresentato dall'inquinamento in-door;

 

02 - Richiedi il "Documento sulla valutazione del rischio" del luogo dove lavori;

 

03 - Invia al tuo datore di lavoro una  raccomandata di "diffida e messa in mora" e allega queste informazioni;

 

04 - Contatta il tuo avvocato di fiducia;

 

05 - Se sei un vigile urbano, un vigile del fuoco puoi aderire a delle "class action" in atto.

 

06 - Scarica questo pdf che contiene una relazione per una corretta valutazione del rischio con puntuali riferimenti normativi.

 

con l'associazione...
Se lavori in ambienti non a norma di legge con particolare riferimento a luoghi con problemi di inquinamento in-door, specialmente se hai problemi con una stampante o un fotocopiatore laser alimentato associati e chiedi contestualmente il nostro intervento.
per associarsi
franco.teramo@pec.it
nulla sarà dovuto all'associazione per l'iscrizione e per il supporto informativo
Se vorrà potrà servirsi dei legali da noi suggeriti e con noi convenzionati spuntando un corrispettivo per l'assistenza legale chiaro, economico e trasparente.
Prima informati sulla reale portata del tema:

In questo sito troverai informazioni dettagliate sul tema specifico dell'inquinamento indoor indotto dalla tecnologia di stampa laser:

 

emissioni di stampanti e fotocopiatori laser,

studi nazionali ed internazionali ,

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contributi video,

documentazione,

reperiti nei siti più autorevoli di tutto il mondo.

 

(AVVISO)