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Considerazioni sui presidi di salute Pubblica

 
 

Quanti oggi, tra i Medici della medicina del Lavoro informati ed aggiornati sul tema pensino di dover continuare ad attendere altro per promuovere l'azione di prevenzione, mistificano il senso della Prevenzione Primaria.
Dovrebbero orientare i loro futuro ad altri rami più consoni della Medicina Legale, dove il temporeggiare, l'attendere maggiori evidenze e certezze è un atteggiamento apprezzabile e non implica danni irrimediabili alla salute degli altri.
La cronaca Italiana e la personale esperienza di lavoro durata 30 anni non consente di esprimere ottimismo, in Italia l'attività di prevenzione delle malattie professionali è intangibile.

Godiamo nella migliore delle ipotesi di "Prevenzione Postuma" è un "pasticcio di parole" ma descrive il massimo che si riesce a realizzare.
Il prestigio di attori preposti e comandati alla tutela della salute come Inail, Ministero della Salute, Regioni, ASl, Organizzazioni Sindacali, subirà un ennesimo danno di credibilità dalla sottovalutazione di questa nuova emergenza occupazionale.

 

La prevenzione primaria nel nostro Paese

Gli stabilimenti industriali come l'Ilva, la Tyssen, la Pirelli, l'Eternit, la Goodyear, le attività di scarico di Nerofumo nel porto di Genova, le discariche irregolari, gli inceneritori, gli uffici Postali, i cantieri edili e ogni altro ambiente di lavoro dove non si rispetta la legge di tutela continuano ad essere, il luogo comune dell'arretratezza del Nostro Paese.

 

I su citati  paladini della salute hanno storicamente fallito l'attività di prevenzione in troppe occasioni, per essere ancora credibili.


Verifica da solo, se le strutture preposte alla Salute Pubblica agiscono coerentemente al loro mandato, nei luoghi di vita e di lavoro che conosci meglio.

 

Dopo aver verificato impara anche te a denunciare nella forma scritta, chiunque manchi nel suo ruolo di prevenzione.

 

Prevenire è meglio che curare ?

No perché esiste un business fatto sulla nostra pelle.

 

Di tumori si muore anche perché la Prevenzione Primaria stigmatizzata da luminari come Lorenzo Tomatis non è praticata da nessuno.

 

La prevenzione scongiurando la malattia stessa non accresce l'utile di nessuna major anzi produce minor guadagni alle imprese farmaceutiche.

 

Quindi i nostri soldi li mandiamo alla ricerca sul Cancro e quando con i vari ritrovati si trova una cura qualcuno riesce anche a realizzare profitti vergognosi.

 

Lo scandalo che è sotto gli occhi di tutti è il costo completamente arbitrario dei farmaci salvavita che sta portando in rovina il servizio sanitario nazionale nessun movimento politico ha nei suoi programmi l'intento di mettere ordine in questo campo.

 

Se le major della farmaceutica scoprono un nuovo farmaco a che titolo pensano di poterlo collocare al massimo costo sostenibile per il singolo o la comunità, sotto tutti gli aspetti questa è una forma di usura, un ricatto inaccettabile.

 

Ma come si concilia l'impegno inesistente dei media sui temi della prevenzione Primaria, con l'estrema partecipazione degli stessi per sensibilizzare il finanziamento della ricerca farmaceutica ?

 

Quale norma Costituzionale, Umanitaria, Razionale, assegna le priorità.

Chi ha decretato che curare è un obbiettivo prioritario rispetto alla prevenzione ?

Quale dato scientifico ha stabilito che un euro investito nelle cure ha maggior efficacia di un euro investito in prevenzione ?

 

Mentre tutti noi nella vita di tutti giorni siamo esposti ad un rischio chimico globale invece di eliminare ciò che causa il cancro ed informare la popolazione, sulla presenza di rischi chimici insiti in ciò che ci circonda, continuiamo a considerare normale l'oscurantismo sui temi della prevenzione. 

 

Oggi quanti traggono profitti attraverso la produzione di energia, alimenti, profumi, cosmetici, vestiti ed ogni altro genere di prodotto, introducono sostanze chimiche senza preventiva valutazione medico legale, troppo spesso ci avvelenano più o meno inconsapevolmente.

 

Dopo averci intossicato ed avvelenato realizzano profitti vendendoci ad un prezzo da usura, cure e farmaci.

 

Ma questi non sono "crimini contro l'umanità".

sciocchezze ? no! certezze di bilancio!

 

Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente” poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo “Diario di un malato di cancro” ha provato a comporre la “lista della spesa” per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente».
«Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione.

Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina».

Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato: la Sanità pubblica ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.
Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici.

 

fonti: http://www.disinformazione.it/Cancro%20SPA%20leggere%20attentamemte%20le%20avvertenze.htm

 

tratte dal libro: